COMUNICATO STAMPA
17 FEBBRAIO 2012
Confagricoltura Catania
“Stato d’agitazione contro caro carburanti, concime e sementi e contro l’accordo siglato dalla UE col Marocco”.
Una perdita di competitività sempre più evidente e marcata: è questa la vera urgenza delle imprese agricole della Provincia Etnea , testimoniata in maniera quasi drammatica dall’analisi dei dati consuntivi del 2011 da parte di Giovanni Selvaggi, neo Presidente f.f. di Confagricoltura Catania. Anche i comparti che nel corso dell’anno appena concluso hanno visto salire le quotazioni dei loro prodotti mostrano ragioni di scambio in continua contrazione, per effetto dei costi di produzione ormai fuori controllo e di costi amministrativi che - nonostante le dichiarazioni della Pubblica Amministrazione – rimangono eccessivamente elevati, anche a causa di una semplificazione burocratica sostanzialmente mai avviata e comunque in maniera ancora non soddisfacente. “Caro carburante”, “caro concimi” e “caro sementi” sono accompagnati da una stretta creditizia senza precedenti, con un sistema bancario che continua a non mutare il proprio atteggiamento di sfiducia verso le imprese. Il regime di aiuto de minimis con una soglia pro azienda che non copre neanche l’acquisto di una motoape ( esempio dovuto visto il comparto ) . con settemilacinquecento euro di massimale disponibile , A questa situazione già difficile da sostenere, vanno poi ad aggiungersi, in proiezione futura, le preoccupazioni per la nuova PAC, le cui proposte normative sono fortemente penalizzanti per l’agricoltura italiana , e per l’introduzione dell’IMU sui fabbricati rurali, che comporterà, se non radicalmente modificata, un ulteriore pesante aggravio della tassazione a carico delle aziende agricole. Questo nuovo regime fiscale, nel caso delle realtà più fragili, porterà inesorabilmente alla cessazione dell’attività, accentuando un fenomeno già chiaramente conclamato dai dati dell’ultimo censimento. Per tutti questi motivi, il Consiglio Direttivo di Confagricoltura Catania ha deciso lo stato di mobilitazione, che andrà anche a concretizzarsi in una prossima Assemblea di tutti i soci della stessa Organizzazione, la cui data verrà fissata a giorni dal C.D di Confagricoltura Catania. Non una semplice iniziativa di protesta finalizzata ad una difesa corporativa, ma un momento di analisi e di proposizione per garantire un futuro all’agricoltura Etnea. E come se non bastasse – spiegano da Confagricoltura -, a tutto ciò si è aggiunto proprio in queste ore l’atto scellerato del Parlamento Europeo che ha approvato, in via definitiva, l'accordo tra UE e Marocco, che entrerà in vigore prima dell’estate 2012, che liberalizza, in parte, il commercio di prodotti agricoli e di pesca. L'accordo commerciale votato dal Parlamento Europeo, rappresenta una tappa verso un accordo di libero scambio, stabilendo l'aumento delle quote di scambio per una serie di prodotti agricoli (agrumi, ortaggi, ecc.) che potranno essere importati a tariffe doganali basse o pari a zero. Una vera e propria “vergogna” tutta Europea; “una vergogna” per l'incapacità della deputazione nazionale italiana a sostenere unita e compatta le ragioni dell'agricoltura mediterranea, “una vergogna” del Governo Nazionale – che si mostra forte con i più deboli e debole con i poteri forti – ed ancora – conclude il Presidente Selvaggi- “una vergogna” del Governo Regionale assolutamente incapace di salvaguardare il comparto agricolo, una delle risorse economiche isolane in grado di garantire sviluppo e occupazione. Proprio per questi motivi Confagricoltura Catania, interpretando il malessere dell’intero comparto e della categoria degli Imprenditori, sarà in prima linea a cominciare dalla manifestazione di protesta prevista il prossimo 1° marzo 2012 a Palermo indetta con tutte le Organizzazioni Datoriali e Sindacali. In piena crisi economica l’agricoltura italiana e quella meridionale in particolare non può e non deve essere svenduta dall’Europa con lo scopo di incentivare il processo di democratizzazione dei paesi nord-africani. La stessa Europa dovrebbe garantire, con appositi interventi compensativi, un giusto equilibrio tra i costi sostenuti dalle nostre imprese e quelle di questi paesi, oltre all’introduzione di procedure produttive che rispondano alle regole comunitarie ed a cui sono sottoposte le aziende agricole italiane.
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Nella nostra "Area Documentale", all'interno della Sezione "Rassegna Stampa" è visionabile e scaricabile il testo del Comunicato Stampa così come apparso sul Quotidiano "La Sicilia" sabato 18 febbraio 2012.